Il tetto condominiale può diventare una risorsa energetica per l’edificio.
GES Power Italia parte dai consumi reali delle parti comuni, dalle caratteristiche della copertura e dagli obiettivi del condominio. Valutiamo il fotovoltaico tradizionale, l’eventuale accumulo e, quando applicabile, configurazioni di autoconsumo collettivo.

Prima si analizza il condominio. Poi si dimensiona l’impianto.
Un progetto condominiale non può essere ridotto al numero di pannelli che entrano sul tetto. Bisogna capire quali utenze alimentano ascensori, illuminazione, cancelli, autoclavi, pompe, autorimesse, climatizzazione o altri servizi comuni e confrontare questi consumi con la produzione solare ottenibile.
Consumi delle parti comuni
Analizziamo bollette, POD condominiali, potenza, fasce di consumo e principali carichi elettrici dell’edificio.
Copertura disponibile
Valutiamo superficie, orientamento, ombreggiamenti, accessibilità, vincoli e spazi tecnici da approfondire con sopralluogo.
Obiettivo del condominio
Riduzione dei consumi comuni, valorizzazione delle superfici, elettrificazione dei servizi e possibili configurazioni condivise.
Il primo scenario è alimentare i servizi condominiali.
L’energia prodotta può essere utilizzata direttamente dalle utenze comuni quando produzione e consumi coincidono. È lo scenario più immediato da analizzare: si parte dal POD condominiale e si verifica quale quota dei consumi può essere coperta in autoconsumo.
Più condomini possono partecipare a una configurazione condivisa.
La regolazione italiana dell’autoconsumo diffuso prevede anche i gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente. Nel caso dei condomìni, i punti di connessione dei partecipanti devono riferirsi al medesimo edificio o condominio; l’energia condivisa viene determinata virtualmente dal GSE sulla base dell’energia immessa e prelevata nella stessa ora.
Chi può partecipare
Clienti finali e produttori appartenenti al gruppo, con almeno due soggetti distinti e punti di connessione coerenti con la configurazione prevista.
Come si condivide
L’energia condivisa non passa fisicamente da un appartamento all’altro: viene calcolata dal GSE confrontando immissioni e prelievi orari della configurazione.
Accordo tra partecipanti
Per i gruppi di autoconsumatori è previsto un accordo di diritto privato; per i condomìni può essere valido anche il verbale assembleare sottoscritto dai condomini aderenti, se rispetta i requisiti previsti.
Ogni edificio offre possibilità diverse.
Le immagini mostrano esempi di integrazione su tetti piani, coperture inclinate, terrazze e fabbricati residenziali moderni. Il progetto reale deve sempre tenere conto delle caratteristiche strutturali, impiantistiche e autorizzative dell’edificio.
Soluzioni individuali e impianto condominiale non sono la stessa cosa.
Piccoli sistemi su balconi o terrazze private possono rappresentare una soluzione individuale, ma non sostituiscono automaticamente un progetto condominiale. Vanno distinti proprietà, punto di connessione, potenza, modalità di installazione e regole applicabili.

Dalla bolletta all’assemblea, fino al progetto tecnico.
Raccolta dati
Bollette condominiali, POD, consumi annui, planimetrie o informazioni disponibili sulla copertura e sui servizi comuni.
Studio preliminare
Valutiamo produzione possibile, autoconsumo delle parti comuni e scenari alternativi, inclusa la condivisione quando applicabile.
Presentazione chiara
Prepariamo elementi comprensibili per amministratore e condòmini: obiettivi, configurazione proposta, punti da verificare e percorso successivo.
Verifica e realizzazione
I partner tecnici approfondiscono struttura, impianto, connessione e progettazione; in caso di adesione si procede verso la realizzazione chiavi in mano.
Sei un amministratore o un condòmino? Richiedi una prima valutazione.
Inserisci i dati disponibili. Possiamo partire anche solo dall’ultima bolletta delle parti comuni e dalle informazioni essenziali sull’edificio.
